Attacco del gruppo 3R a Bouar

Attacco del gruppo 3R a Bouar

Nella notte tra l’8 e il 9 giugno attorno alle 2 del mattino, la base che ospita le Unità Speciali di Sicurezza congiunta (USMS) a Wantiguera, situata a 8 chilometri dalla città di Bouar, è stata oggetto di un attacco da parte dei ribelli del movimento 3R guidati da Sidiki Abbas, che, nei giorni scorsi ha annunciato di sospendere la partecipazione del suo gruppo all’accordo di pace e con la decisione di ricorrere nuovamente alle armi.
Questo attacco é stato respinto dalle Forze armate centrafricane (FACA).
Il bilancio non è stato ancora stabilito, ma la MINUSCA (La missione multidimensionale di stabilizzazione integrata delle Nazioni Unite nella Repubblica Centrafricana iniziata il 10 aprile 2014, per proteggere i civili della Repubblica Centrafricana ai sensi del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite), attraverso il suo portavoce Vladimir Monteiro dicjhiara che
“Il bilancio di questo attacco riporta una dozzina di casi di lievi ferite nei ranghi delle forze USMS e ci sarebbero perdite di vite umane da parte del gruppo ribelle”

 

Il movimento 3R (Retour, Reclamation et Rehabilitation) è uno delle 14 milizie antigovernative ad aver sottoscritto l’Accordo politico per la pace e la riconciliazione nella Repubblica centrafricana (Appr-Rca) siglato in Sudan dopo una lunga negoziazione guidata dall’Unione Africana (Ua) e sostenuta dall’Onu.
Il capo del movimento, Sidiki Abbas, ha reso noto di aver sospeso qualsiasi partecipazione della sua organizzazione agli organi esecutivi sanciti dall’accordo e ha anche invitato i suoi militanti a “rispondere con la massima forza in caso di attacco” da parte delle forze del governo del presidente Faustin-Archange Touadéra.
La decisione del capo del gruppo 3R, noto anche con il nome di Sidi Bi Soulemane, è giunta circa una settimana dopo gli avvertimenti dei dirigenti della Missione delle Nazioni Unite nella Repubblica Centrafricana (Minusca), che avevano lamentato la tendenza “espansionistica” dei ribelli in zone del Paese al di fuori della loro giurisdizione, in violazione degli accordi di pace.
A partire dal 2012, il conflitto nella Repubblica Centrafricana, con il coinvolgimento di gruppi ribelli della coalizione Seleka, governo centrale e milizie dette “Anti-balaka”, ha provocato oltre 5.000 morti e centinaia di migliaia di sfollati.

 

 

 

 

 

 



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