Jean: “Il primo sentimento é la gratitudine”

Jean: “Il primo sentimento é la gratitudine”

Sarà il racconto di Jean, oggi giovane uomo che lavora presso una importante una ONG inglese in centrafrica, che ha cominciato i suoi studi nella piccola scuola del villaggo di Gbalamo (zona di Niem), e, grazie al sostegno dei missionari e dei “genitori adottanti” ha potuto proseguire gli studi e raggiungere un master.

 

 

Il primo sentimento che provo  ripensando alla mia infanzia é … gratitudine!
Oggi sono “Finance Manager” per una ONG inglese e monitoro i progetti attivi nel mio Paese.
Viaggiando di comunità in comunità, sorrido ripensando ai primi anni trascorsi al io villaggio di Gbalamo. Che gioia la mattina andare a scuola e trovare tutti gli amici: eravamo cosi tanti che dovevamo fare due turni per seguire le lezioni. Ricordo bene la prima lavagnetta su sui scrivere le lettere dell’alfabeto fare i conti. Fu un regalo prezioso!
Per questo sono grato ai miei maestri che, nonostante le tante difficoltà che solo oggi comprendo fino in fondo, cercavano di insegnarci le nozioni indispensabili per poter almeno saper leggere e scrivere. La gratitudine è anche per i missionari, seguito e incoraggiato, non solo nei primi anni di scuola  ma fino a che non ho raggiunto il master in gestione contabile finanziaria a Yaoundé in Camerun. Quando venivano a trovarci facevamo festa, soprattutto se portavano le caramelle o un nuovo pallone! Grazie dunque a chi mi ha permesso di essere quello che sono oggi. Probabilmente niente potrà ricambiare ciò che ho ricevuto. Singuila Mingi (Grazie)!
(J.S)



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