60 anni, auguri “Centrafrique”

60 anni, auguri “Centrafrique”

Oggi, 13 agosto, ricorrere il 60° anniversario dalla proclamazione d’indipendenza della Repubblica Centrafricana: una nazione ancora giovane!
La Repubblica Centrafricana situata nel cuore dell’Africa, è considerata la “Cenerentola” delle colonie francesi  è considerato uno dei Paesi più poveri e meno organizzati al mondo colpito da sanguinosi colpi di stato che hanno ulteriormente aggravato la già precaria situazione politica ed economica del paese.

Il referendum costituzionale francese del settembre 1956 portò all’approvazione della nuova costituzione, che entrò in vigore nel 1958 e sciolse l’Africa Equatoriale Francese facendo nascere la Comunità francese.
Il 1º dicembre del 1958 l’Assemblea centrafricana dichiarò la nascita della Repubblica Centrafricana all’interno della Comunità, con Barthélemy Boganda, un prete cattolico leader del Mouvement d’Evolution Sociale de l’Afrique Noire (praticamente il primo partito politico del paese), che diventò noto anche per le sue esplicite dichiarazioni, nelle Assemblee francesi, sulla necessità di un’emancipazione per l’Africa.

Il governo di Boganda durò fino alla sua morte avvenuta in un “misterioso” incidente aereo nel marzo 1959. Suo cugino, David Dacko, prese il suo posto e condusse il Paese alla completa indipendenza con la dichiarazione del 13 agosto 1960.
Per troppo tempo, il mondo ha conosciuto in questi sessant’anni gli eccessi del colonnello Jean-Bedel Bokassa, che alla fine del 1965 prese il potere con un colpo di Stato.
Sospese subito la costituzione e sciolse il parlamento; non portò miglioramenti alla situazione del paese, anzi si produsse in una politica fortemente repressiva e autocelebrativa che lo portarono ad autodichiararsi presidente a vita nel 1972 e imperatore dell’Impero Centrafricano il 4 dicembre 1976 con il nome di Bokassa I.
La storia successiva del Paese africano è contrassegnato dal passaggio di diversi governi, nati da Colpi di Stato e (poche) elezioni democratiche.
Dal 2013 la Repubblica Centrafricana offre l’immagine di un Paese caduto in preda alle milizie armate, sprofondato nel caos e rivolto solo agli aiuti internazionali per la sua sopravvivenza.
Attualmente il Paese è guidato dal presidente Faustin-Archange Touadéra eletto nelle elezioni del 2016.

 

Il 29 novembre 2015 Papa Francesco scelse proprio la Repubblica Centrafricana per l’apertura della Porta Santa del Giubileo della Misericordia, nella cattedrale di Bangui.
Un segnale molto forte da parte del Santo Padre che ha voluto mettere al centro dell’attenzione del mondo proprio l’Africa.
“Oggi Bangui diviene la capitale spirituale del mondo. L’Anno Santo della Misericordia viene in anticipo in questa Terra. Una terra che soffre da diversi anni la guerra e l’odio, l’incomprensione, la mancanza di pace. Bangui diviene la capitale spirituale della preghiera per la misericordia del Padre. Tutti noi chiediamo pace, misericordia, riconciliazione, perdono, amore. Per Bangui, per tutta la Repubblica Centrafricana, per tutto il mondo, per i Paesi che soffrono la guerra chiediamo la pace”. (Papa Francesco)

 

Da oltre 30 nella Repubblica vivono e vi operano i missionari betharramiti.
Il 23 dicembre 1986 padre Arialdo Urbani e padre Antonio Canavesi arrivanarono per la prima volta a Niem dando vita alla prima comunità in terra centrafricana.
Negli anni successivi la comunità cresce di numero con l’arrivo di due giovani missionari, padre Beniamino Gusmeroli e padre Tiziano Pozzi.
L’associazione AMICI Betharram Onlus è presente nella Repubblica Centrafricana a fianco dei missionari di Betharram e grazie all’aiuto di tanti sostenitori, promuovendo progetti in campo sanitario e di promozione umana.

 

Cosa possiamo augurare al popolo centrafricano in questo sessantesimo anniversario, a pochi mesi dalle elezioni presidenziali?
Non bisogna mai perdere la speranza perché, come dice un proverbio centroafricano: “Qualunque sia la durata della notte, il sole apparirà” (“Ata so bi ayo mingui, la ayéké si gui“).

 

 



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