Il Centro in pieno lockdown

Il Centro in pieno lockdown

Condividiamo le parole di padre Alberto Pensa, missionario da quasi 50 anni nel nord della Thailandia, che ci scrive dall’Holy Family Catholic Centre, nel periodo delle vacanze scolastiche, aggiornandoci della situazione sanitaria del Paese del sud-est asiatico.

Ban Pong, 25 aprile 2021

Carissimi Amici,

vi raggiungo con questa lettera durante il periodo delle vacanze scolastiche iniziate dieci giorni fa, ed è iniziato anche il periodo più caldo dell’anno.
Se la prima come la seconda ondata del Covid-19 hanno risparmiato il Paese, nulla in confronto a quello che è successo in Italia, la terza si sta rilevando molto più preoccupante.
Infatti, se confrontati i dati, nel mese di marzo, la media dei nuovi casi settimanali era di 140, mentre oggi siamo a oltre 1.500.
Se i casi fino a poche settimane fa erano distribuiti nella zona di Bangkok e al sud, oggi la zona del nord del Paese, dove vivo, è quella che registra il numero maggiore.

 

Anche la nostra attività è segnata dalla pandemia mondiale. Abbiamo potuto celebrare la Pasqua, con le dovute restrizioni: mascherina, distanziamento, ma subito dopo è iniziato il lockdown almeno fino al primo maggio. Nonostante le restrizioni sui trasferimenti, molti di quelli che lavoravano a Bangkok sono ritornati per vivere qualche giorno in famiglia. Probabilmente questo spiega l’aumento dei contagi in questo periodo nella nostra zona.

 

L’inizio dell’anno scolastico sarebbe dovuto cominciare a metà del mese di maggio, ma è già stato posticipato all’inizio del mese di giugno.
La pandemia si è fatta sentire anche sull’aspetto della vita del Centro, infatti con le restrizioni imposte e l’impossibilità di viaggiate, quest’anno abbiamo riscontrato una drastica, se non annullata, riduzione di visite sia di volontari che di visitatori che veniva al centro per conoscere la realtà e acquistare i prodotti realizzati qui da noi. Grazie al ricavato delle vendite si poteva sostenere parte del Centro, cosa che oggi non è possibile.
Pasqua per noi qui al Centro non era mai una ricorrenza importante perché capitava sempre durante le vacanze scolastiche. Le poche persone che rimanevano seguivano i padri nei villaggi. Quest’anno invece la chiusura dell’anno scolastico è stata posticipata alla metà di aprile. Così ho potuto vivere la Pasqua insieme a tutti i bambini, le ragazze e il personale presenti.
Sabato 10 aprile si è svolta la tradizionale festa del grazie: commozione, gioia e un velo di tristezza hanno segnato la festa, per sei di loro infatti ha segnato il saluto al Centro avendo concluso gli anni delle scuole elementari.
Desidero condividere le parole di alcuni genitori dette alla fine della festa: un papà, avvicinandosi per salutarmi mi ha detto: “sono qui per abbracciare mia figlia che ha terminato la scuola elementare. Io ho passato qui 8 anni. Adesso ho qui i miei tre figli, questa è la prima, poi ci sono un’altra bambina e un bambino.” Un altro papà invece, che viene da un villaggio protestante; ha ricordato che “le sue sorelle hanno imparato a leggere e scrivere, hanno fatto un buon apprendistato di preparazione alla vita. Adesso avanti con i e le nipoti e ringraziava immensamente tutti“.

Vi saluto con l’augurio di poter condividere con tutti voi, presto, notizie di altro tenore, e con l’augurio che questo tempo di paura e incertezza, segnato dal buio e dalla sofferenza possa ritrovare quella luce piena di serenità e gioia.

Con affetto
padre Alberto Pensa

 



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